Comune di San Marcello Piteglio


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Calamecca - Crespole - Lanciole

Calamecca - Crespole - Lanciole

Calamecca - Crespole - Lanciole

Calamecca è un piccolo borgo medievale, alla foce del fiume Pescia e nel cuore della Val di Forfora.
Le sue prime notizie risalgono all'anno 766 quando un documento, conservato oggi all'interno dell'Archivio Storico Pistoiese, parlava dell'acquisto di un terreno da parte di un nobile pistoiese d'origine longobarda, tale Willifredo di Willerado.
Circondato da una ricca vegetazione e da castagni, questo splendido borgo conserva ancora il fascino e la lentezza dei tempi antichi.
Quando si ribellò al dominio di Pistoia, il villaggio di Calamecca fu distrutto insieme al suo castello. Dopo il Trecento, la zona tutta fu coinvolta nelle sanguinose lotte tra Guelfi Bianchi e Neri. Tra il 19 e il 20 settembre 1944, poi, come molti paesi della zona fu vittima di una durissima rappresaglia da parte delle forze tedesche in ritirata. Sebbene negli anni molte persone abbiano abbandonato il borgo, Calamecca è oggi meta di un discreto turismo estivo: qui si viene per ammirare la porta che apparteneva all'antico castello, i vicoli lastricati in pietra, la chiesa e il campanile che guardano alla vallata. E per ritrovarsi in piazza Francesco Ferrucci, sede di numerose manifestazioni durante la bella stagione e con nel cuore una bella fontana in pietra serena, con lo stemma mediceo.
Per anni l'economia di Calamecca si basò sulla coltivazione del castagno, da cui veniva ricavata una speciale farina dolce, base dell'alimentazione per la popolazione dei dintorni. Oggi vive invece prevalentemente di turismo, grazie al suo fascino immutato e a luoghi splendidi come la chiesa di San Miniato, che si raggiunge percorrendo una scalinata monumentale e che - per un villaggio così piccolo - ha dimensioni eccezionali. Sul lato sinistro della scalinata, diparte un viottolo che conduce sino alla terrazza panoramica, per una vista splendida sulla vallata e sul borgo di Crespole.
Ma non ci sono solamente gli edifici, a Calamecca. Una visita la merita anche il Parco della Rimembranza, inaugurato nel 1928 e dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale. E, per chi viaggia coi bambini, il giardino del "Colle" coi suoi giochi.
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Crespole, immerso tra boschi, è posto tra Calamecca e Lanciole e tra i torrenti Folognolo e Lanciolana. A differenza dei castelli vicini, il borgo fu sostenitore dei guelfi e quindi della famiglia dei Panciatichi. Considerato uno dei castelli più importanti della Val di Forfora, fu sempre fedele a Pistoia.
Crespole ha mantenuto le caratteristiche del tipico borgo medievale, con resti di mura e costruzioni di quel periodo. Durante il florido governo della famiglia dei Medici, divenne la meta privilegiata di molte famiglie illustri del tempo e sono tutt'oggi visibili gli antichi stemmi nelle facciate dei palazzi cinquecenteschi.
Nella parte più alta del borgo sorge la chiesa di Santa Maria Assunta, di impianto trecentesco che si evidenzia nel paramento murario in conci di arenaria disposti a filaretti. Presenta all'interno ad una navata, fortemente rimaneggiato nel XVIII secolo, dipinti del XVI e XVII secolo e un organo ottocentesco Agati-Tronci. Nella compagnia del Santissimo Sacramento, che sorge all'interno, si trova una pregiata tavola cinquecentesca della Vergine del Rosario.
Attualmente è in costruzione la nuova "Casa Comunale di Crespole", edificio che sostituisce quello della ex scuola elementare, demolita, e che sarà adibito a centro polifunzionale e di aggregazione e ad ambulatorio, per tutte le frazioni della Val di Forfora. Il progetto si concentra prevalentemente sull'area di circa 2000 mq collocata all'ingresso del paese, leggermente al di fuori del centro abitato, vero e proprio ed a margine della strada provinciale n.34 della Val di Forfora, che rappresenta la viabilità primaria di accesso e di transito in questa parte del territorio comunale, tra l'altro connettendo tra di loro i paesi di Crespole e Lanciole, e al centro della Val di Forfora. Si tratta di un edificio di ultimissima generazione, primo edificio pubblico in Toscana ad alto risparmio energetico. Oltre a rispondere, da un punto di vista strutturale, ai requisiti imposti dalle NTC del 2008, con particolare riferimento alle costruzioni in zona sismica, l'involucro del nuovo edificio avrà prestazioni di isolamento termico tali da consentirne la certificazione in classe energetica A, secondo gli standard Casa Clima, nel solco dei dettami della Direttiva 2010/31/CE che, a partire dal 2018, impone per tutti i nuovi edifici pubblici livelli di efficienza energetica prossimi allo "zero-energy".
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Lanciole è situato in Val di Forfora, nella punta sud-ovest del Comune di San Marcello Piteglio, molto vicino alla Svizzera Pesciatina.
Le origini del paese sono sicuramente molto antiche, si hanno notizie di Lanciole già nel 998 con il diploma di Ottone III che prevedeva la suddivisione delle diocesi nel territorio. Nel 1244 il Comune di Pistoia effettuò a scopo fiscale un censimento delle famiglie o "fuochi" del contado. I dati raccolti furono registrati nel Liber Focorum, un documento grazie al quale è stato possibile ricostruire l'estensione del districtus pistoiese, la distribuzione degli insediamenti e la loro consistenza demografica. A Lanciole risultava dieci fuochi e quindi si può affermare che gli abitanti erano circa cinquanta.
Nel 1255 fu redatto un documento, il Liber Finium, che stabiliva i confini di Lanciole con i paesi confinanti.
I segni di questo passato sono evidenti nelle vecchie case del borgo dove ritroviamo simboli attribuiti ai Templari, ai Gesuiti e ai Medici.
Ad oggi sono visibili tratti della cinta muraria, il rudere di una torre circolare e la traccia di una grande porta sul fianco occidentale del campanile.

Da visitare nella frazione:
- la chiesa di San Bartolomeo, di origine medioevale, anche se oggi ha l'aspetto di una chiesa del Settecento con navata unica. Il 16 agosto 2011 sono ritornati nella Chiesa di San Bartolomeo i due quadri che da tanti anni erano in restauro e poi successivamente collocati nel Museo della Curia di Pistoia. Un quadro rappresenta la "Vergine del Rosario", la Vergine ha il manto celeste e la veste rossa, sostiene il bambino che indica in alto un gruppo di angeli in volo che sorreggono i misteri del rosario, la Madonna porge il rosario a San Domenico e Santa Caterina, San Domenico è inginocchiato mentre Santa Caterina abbraccia un mazzo di gigli. Il dipinto è da attribuirsi ad un ignoto artista seicentesco e fu eseguito nel 1641 per conto di Bartolomeo di Mante Grandi che ne fece dono alla Chiesa di San Bartolomeo.
L'altro quadro "La Vergine col bambino e due Santi" rappresenta la Vergine in veste rossa che sostiene sulle ginocchia il bambino il quale porge ai due santi un calice. Il santo inginocchiato è San Francesco. Anche questo dipinto, opera di un artista locale, fu commissionato da Bartolomeo di Mante Grandi come viene indicato nel cartiglio in basso sulla sinistra.
- Il lavatoio situato all'interno del paese vicino alla strada principale; vi si accede da un corto e stretto viottolo ed è interamente coperto da embrici ed ha come finestre delle volte rifinite a mattoncini; oggi è in disuso. All'interno ci sono due grandi vasche dove l'acqua corrente scorreva in continuazione; una vasca conteneva l'acqua più pulita ed era per l'ultimo risciacquo. Il piano delle vasche è in pietra serena con scanalature poste in obliquo in modo da "strusciare" i panni con il sapone; qui la biancheria veniva battuta e strizzata. Il lavatoio era il ritrovo delle donne che mentre lavavano i panni chiacchieravano fra loro, raccontavano, ridevano e cantavano
- Il ponte vecchio è situato poco distante dal paese ed è a navata unica e completamente fatto di pietre. Il passaggio non è molto largo con due sponte laterali di circa trenta centimetri sempre in pietra. Gli abitanti riferiscono che si tratta di un ponte molto antico che i nonni hanno tramandato come "ponte vecchio". Forse è ardito immaginare che sia stato costruito intorno al 1320 nel periodo in cui Castruccio Castracani fu nominato capitano di alcuni paesi della montagna tra cui Lanciole. I documenti affermano che il condottiero in tutti i suoi domini curò in modo particolare le strade ed edificò molti ponti per attraversare i torrenti.
Crespole Lanciole


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